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27 Febbraio 2004

27/02/2004
STRADA FACENDO È UN “CRESCENDO” DI FAN ...
di Emanuela Muzzi 

Strada facendo è un “Crescendo” di fan che, incuranti del maltempo, si accalcano ai cancelli del Palalottomatica per il concerto di Claudio Baglioni . Tutti in fila alle entrate principali: i cancelli aprono alle 20 in punto. Piove, ma l'atmosfera è festosa e carica di emozione. Da un'entrata laterale ecco arrivare via via gli ospiti. Entusiasmo alle stelle quando entrano Francesco Totti e la fidanzata Ilary Blasi . Arrivano anche il ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri , il consigliere d’amministrazione della Rai Marcello Veneziani, la cantante Anna Tatangelo . Ragazzi a caccia di autografi dei “personaggi”, accendini pronti per illuminare tutti insieme una notte di note emozionanti ripercorrendo i cavalli di battaglia dell’artista. Cori, applausi su applausi, al palalottomatica un tutto esaurito di pubblico ma non di emozioni che sembrano non finire mai.
Undicimila ieri al concerto

GOALCITY

27 Febbraio 2004

IL "PICCOLO GRANDE AMORE" DI TOTTI E ILARY, FANS SCATENATI DI BAGLIONI

C'erano anche Francesco Totti e Ilary Blasi al concerto di Claudio Baglioni al Palalottomatica. Una dolce uscita a quattro in compagnia di due amici. Il centrocampista giallorosso, come un grande fan, é arrivato in netto anticipo (due ore prima) rispetto all'orario d'inizio. Proprio mentre la squadra stava perdendo nella trasferta turca contro il Gaziantepspor. A bordo del suo fuoristrada (rigosamente con vetri scuri) il capitano giallorosso é arrivato al Palalottomatica tra l'entusiasmo generale. Nonostante il freddo e la pioggia Totti portava un attilatissimo giacchetto verde. Più riservata la sua fidanzata, coperta da un berretto per non farsi riconoscere. I due hanno visto praticamente tutto il concerto per uscire da un'uscita secondaria prima dell'ultima canzone.

 

27 Febbraio 2004


'51 Montesacro tutto cominciava...'
Un verso dedicato a Roma, poi uno spettacolo di luci e colori dall'atmosfera familiare. Prima serata romana del tour di Claudio Baglioni che sceglie la dimensione 'domestica' dei palazzetti dello sport
di Eva Molea

Roma, 27 febbraio 2004 'Yesterday, all my troubles seemed so far away...' Così, armato della sua sola chitarra, Claudio Baglioni apre la prima delle tre serate romane al Palalottomatica (anche oggi e domani), un omaggio ai primi esperimenti musicali fatti in una cantina, sapientemente ricostruita sul palcoscenico, ai primi successi e a tutto quello che hanno portato con sé. Una rassegna delle sue più grandi canzoni che da sempre scaldano il cuore del pubblico, partendo da 'Notte di note, note di notte' per finire con 'Via', attraverso tutti i pezzi che lo hanno reso famoso e hanno fatto da colonna sonora alle storie d'amore di buona parte degl'italiani, canzoni non solo dei primi album, cari agli estimatori della prima ora, ma anche da 'Oltre', (l'album del 1990, che lo ha visto rinascere sotto il profilo di una maggiore ricerca linguistica e sperimentazione musicale, che persiste anche nelle sue ultime produzioni), 'Io sono qui', 'Viaggiatore sulle ali del tempo' per concludere con l'ultimo album 'Sono io'. Un medley favoloso sembrava dover concludere il concerto, ma poi sono arrivate 'Io sono qui', 'La vita è adesso' 'Sono io', accolte da grida e applausi del suo pubblico sempre più infervorato. Come sempre non ha deluso l'allestimento: un palcoscenico con piani mobili che ha consentito al cantautore di giocare questa volta, non solo con le luci e i colori, in cui ormai è un maestro, ma anche con l'altezza e il cambio di ambientazione. Non si è risparmiato nemmeno per un minuto il ragazzo di Porta portese, in una carrellata lunga 3 ore in cui ha cantato senza sosta, ballato, scherzato e parlato con il suo pubblico, stringendolo tutto in un abbraccio

27 Febbraio 2004


BAGLIONI COMMUOVE E CONQUISTA IL PALALOTTOMATICA CON IL TOUR “CRESCENDO”
di Paolo Zaccagnini

ROMA - Il solo allestimento - scena aperta, palco su tre livelli che salgono e scendono, luci e amplificazione più che perfette, gruppo nuovo e già buonissimo - vale il prezzo del biglietto. In più aggiungete lui, Claudio Baglioni, pimpantissimo in nero, i vestiti, e grigio, i capelli, e quasi 40 pezzi: capirete perché Crescendo , il nuovo tour, sta avendo successo, ieri al Palalottomatica, replica stasera e domani, erano in undicimila, tra loro il ministro delle Telecomunicazioni, nonché baglioniano Gasparri, e Francesco il Magnifico, capitan Totti, con fidanzata Ilary. Baglioni ha deciso di rinnovarsi ancora una volta e l’ha fatto. Sul serio. Nuovo gruppo - accanto al superstite Paolo Gianolio alle chitarre, superlativo, ci sono Mario Guarini, basso e contrabbasso, Stefano Melone, piano, tastiere e cori, Adriano Molinari, batteria e percussioni, Elisa Pieschi, violoncello, Pio Spiriti, violino, tastiera e fisarmonica, Sofia Vettori, violino, e Federica Vignoni, violino - e nuova ”scaletta” che, però, dimentica o penalizza troppi classici. Basterebbero, per sommuovere terremoti d’emozioni, personali e di massa, le note iniziali, di Notte di note e Acqua nell’acqua, ma l’entusiamo ”è” Baglioni che, solitario, attacca la beatlesiana Yesterday . Il delirio. Niente celebrazioni, guarda avanti, senza badare a spese, economiche e fisiche. Ha riveduto arrangiamenti, aggiunto e tolto brani, peccato per I vecchi , ancheggia, balla, si diverte, suda, sgobba. Come Totti è campione. Vero. Che vuol vincere. Ci riesce. Ecco, allora, Noi no , Dagli il via , Quanto ti voglio , Fotografie , Ragazze dell’Est , Bolero , Tienimi con te , Di là dal ponte , Notti, Quante volte , Serenata in sol , Mai più come te , Domani mai , Adesso la pubblicità , Un giorno nuovo , Avrai , Acqua dalle luna , la trilussiana Ninna nanna , Tutto in un abbraccio , Grand’uomo , E tu , Solo . Via. Dritti nella Storia. Dell’amore. Strada facendo. Questo piccolo grande amore . Cuore di aliante . Arrivano amori, memorie, lacrime, primi baci. Pietre miliari come Poster , Amore bello , Sabato pomeriggio , E tu come stai , Io me ne andrei che, ribadiamo fermissimamente, meritano miglior resa. E Mille giorni di te e di me , Sono io , Io sono qui , La vita è adesso, Via . La fine è sulle note di Per incanto e per amore e Arrivederci o addio . Baglioni, concerto troppo lungo, oltre tre ore. Ma, accidenti e complimenti, troppo bello.

27 febbraio 2004


Ieri al Palalottomatica dell´Eur. Replica stasera e sabato. Successi storici e nuovi brani
BAGLIONI, IL CORO DEI DIECIMILA
Tre ore e un quarto per 36 canzoni. La prima: "Yesterday"
Fra il pubblico anche Francesco Totti: "Questo piccolo grande amore la mia preferita"
di Gabriele Isman

Cronaca di un successo annunciato: perché ieri sera a vedere Claudio Baglioni c´erano più di diecimila persone, perché il Palalottomatica dell´Eur sarà esaurito anche stasera e perché per sabato - terza e ultima serata romana della tournée - restano ancora pochi biglietti. "Crescendo" il titolo dell´ultima fatica del cantautore: tre ore e un quarto per trentasei canzoni, con nove musicisti sul palco basso e rettangolare. «Sembra un ring da pugilato», ha scherzato Baglioni. Dimenticati ballerini e giocolieri dell´estate scorsa allo stadio Olimpico, Baglioni ha offerto musica e soltanto musica, mischiando i suoi storici successi ai brani dell´ultimo album "Sono io". Arriva sul palco con le luci basse - maglietta, spolverino, pantaloni, stivali e persino chitarra neri - e intona "Yesterday". Poi arriva la band: Stefano Melone al piano, Adriano Molinari alla batteria e percussioni, Pio Spiriti al violino, tastiere e fisarmonica, Marco Guarini al basso e contrabasso, oltre a un quartetto d´archi tutto al femminile e al chitarrista Paolo Gianolio, l´unico rimasto tra i vecchi collaboratori di Baglioni. Il coro dei diecimila si scalda con "Noi no" e "Dagli il via", ma è il quarto brano, "Quanto ti voglio", proposto in chiave quasi reggae, a riportare cuori e memorie agli anni Settanta. Tutti contenti: dai genitori venuti con i figli ai fan più giovani, anche se il coro resta in prevalenza femminile. Seguono "Fotografie" - impreziosito dalla regia alle luci - e "Ragazze dell´Est", con il quartetto d´archi in evidenza. Dopo "Bolero", le nuove "Tienimi con te" e "Di là del ponte" riportano la musica più recente ma il coro non si ferma. Si va avanti con "Notti" e "Quante volte", e su "Serenata in sol", Baglioni scherza con musicisti e pubblico. Lui si diverte, la serata sembra non finire mai, il coro dei diecimila non perde un colpo. Applaudono fra il pubblico anche Francesco Totti e Ilary Blasi, mentre scorrono quasi trentasette anni di storia della musica italiana. L´apoteosi arriva con "Questo piccolo grande amore" («Il mio pezzo preferito» dice il capitano della Roma) prima di chiudere con "La vita è adesso" e, come sempre, "Via". A mezzanotte abbondantemente passata, Baglioni saluta, ringrazia e se ne va: il pubblico è esausto ma sembrano tutti felici. Stasera si replica.

 

 

TRENTACINQUE ANNI D’AMORE CON ROMA

MA CHE EMOZIONE ORA CHE CI RITORNO

 

di Claudio Baglioni

La sento da lontano, come un vento impetuoso che sale dal mare e porta il profumo di una nuova stagione. A mano a mano che mi avvicino, si fa sempre più forte. Stordisce. Inebria. Confonde. Cerco di controllarla, ma non esiste guinzaglio in grado di trattenerla. Mi sfugge di mano e corre via, come un cavallo che rompe la staccionata e corre, libero, su una piana sconfinata. E’ l’emozione di essere qui, nella città alla quale devo di essere la persona che sono: uomo e musicista. Una febbre per la quale non esiste vaccino, né terapia. Si placa, a volte, ma non passa mai. Cova dentro, mentre si avvicina il momento di un nuovo incontro e sale alle stelle quando, finalmente, arriva la vigilia. Allora mi dico che sono ormai trentacinque anni che convivo con questa meravigliosa “malattia”, che dovrei esserci abituato e che come si dice per lo sport giocare in casa è sempre un vantaggio. Ma non è così. Ogni volta il brivido aggredisce, l’emozione stordisce e ti accorgi che la febbre che pensavi passata non solo è ancora lì, ma sta addirittura crescendo. Questa volta, poi, i sintomi sono ancora più forti. Forse perché ho finalmente trovato il coraggio di portare al centro di questa meravigliosa casa millenaria, che ci culla tra le sue braccia di madre e di amante, la mia piccola casa quella nella quale ho cucito insieme le parole e le note che ho raccolto per strada per aprire le sue porte e far entrare tutti quelli ai quali quelle parole e quelle note hanno regalato (così come hanno fatto con me) un piccolo cristallo di emozione. “Crescendo” è esattamente questo: la casa di questi trentacinque anni di musica, quel minuscolo frammento di universo nel quale abita l’uomo che indossa il mio viso e risponde al mio nome e che cerca di trovare la rotta che unisce il continente-uomo all’isola-artista ed entrambi al burrascoso oceano del tempo che abitiamo. Non a caso il senso di questo progetto che, all’inizio, non prevedeva più di trenta date e che, grazie alla passione e all’affetto di tutti voi, ha già superato la boa delle cinquanta date e sembra destinato a crescere ancora è proprio in questo palco/casa allo stesso tempo simbolo e teatro delle stagioni nelle quali questa piccola storia va in scena. Quattro piani, uno per ciascuno dei momenti importanti che scandiscono questo crescendo: l’energia disordinata e graffiante della “cantina”, dove si respirano le emozioni sgrammaticate, ma intensissime, degli esordi; il “soggiorno” della maturità, nel quale si consuma il lento lavoro di riflessione e costruzione delle atmosfere; la “terrazza” sulla quale si trascorrono le molte notti insonni che accompagnano la vigilia di ogni gran giorno e il “palco” vero e proprio, dove si libera tutta l’adrenalina dello show. Ma “Crescendo”, in fondo, è anche un viaggio. Viaggio nel passato, nel presente, nel futuro. Passato, presente e futuro indissolubilmente legati a questa città, ai luoghi (alcuni dei quali sono rimasti impigliati in qualche canzone) che mi hanno visto e mi vedono appassionato “passante” e alle persone, ai compagni di strada, che sono la qualità più importante di ogni viaggio, ancora di più della meta stessa. E, anche in questo, Roma non delude. Mai. Per questo “Crescendo” non è solo la piccola storia della mia vicenda personale, ma la storia di una crescita comune, del magico cortocircuito che ci lega attraverso il filo invisibile, ma forte come nessun altro, delle parole e delle note, che hanno il potere di crescere in noi le emozioni e mantenerne inalterato richiamo, fascino, sapore e senso per sempre. Lo stesso cortocircuito al quale, mi auguro, riusciremo a dare vita, insieme, nelle tre notti di note del Palalottomatica, con la speranza di restituire a tutti voi almeno una piccola parte della passione e dell’emozione che voi date a me, con l’augurio che lungo la vostra strada passione ed emozione non manchino mai e che la voglia di sognare sia sempre di casa, così come mi sento di casa io, ogni volta che posso dividere una notte di note con voi, in questa incredibile casa comune. “Crescendo”, ancora una volta, insieme.

 

ANSA

 

QUASI TUTTO ESAURITO PER BAGLIONI

Oggi, domani e dopodomani al Palalottomatica

 

Quasi tutto esaurito per le date romane del tour 'Crescendo' di Claudio Baglioni, che fara' tappa oggi, domani e dopodomani al Palalottomatica. Lo show segna l'atteso ritorno del cantante nella sua citta' dopo il trionfale concerto estivo dell'Olimpico alla presenza di circa 80 mila spettatori. Questi i numeri con cui si presenta 'Crescendo' al pubblico della capitale: trenta 'sold out' nelle prime trenta date, oltre 200 mila presenze nella prima parte; tre ore e mezza di musica dal vivo.

 

 

25 Febbraio 2004

 

BAGLIONI, TRE GIORNI DI MUSICA IN “CRESCENDO"

di Elisabetta Colangelo

Da giovedì si celebra il mito Baglioni. Il cantante sbarca al Palalottomatica col tour Crescendo - tre date fino a sabato - le prime due già esaurite. Le fan aspettavano il divo Claudio già lunedì al Palalottomatica, per la serata omaggio ad Alberto Sordi. Baglioni avrebbe dovuto cantare E va e va e Breve amore, ma ha dato forfait all’ultimo momento, ufficialmente per problemi con le prove. I tre live prevedono tre ore e mezza di musica, con un gruppo di nove elementi: «Crescendo - spiega Baglioni - è la storia di trentacinque anni di musica, ma è anche la storia di una crescita comune, nel magico cortocircuito che si crea quando la musica che scende dal palco si fonde con quella che sale dal pubblico. Quando attori e spettatori si danno appuntamento per unire la loro parte di sogno e cercare di dar vita ad un sogno più grande». 

 

25 Febbraio 2004

 

LA 'TRE GIORNI' ROMANA DI BAGLIONI

Le attese date romane del cantautore hanno registrato quasi il tutto esaurito: ancora pochi i biglietti disponibili per la terza serata del "Crescendo Tour", quella del 28 febbraio

 

Roma. Cinque pedane mobili, 600 metri di strutture in alluminio, un sistema audio per la diffusione del suono a 360 gradi, 200 fra diffusori e sub-woofer. Questi i numeri della scenografia del "Crescendo Tour" di Claudio Baglioni, che sbarcherà nella Capitale giovedì 26 febbraio e si tratterrà al Palalottomatica per tre giorni consecutivi. Tre concerti molto attesi: i primi due hanno registrato il tutto esaurito e sono ancora pochi i biglietti dell'ultima data rimasti invenduti. La regia dell'allestimento è stata curata dal cantautore stesso: il palco, apparentemente spoglio, diventa una vera e propria casa con diversi ambienti che si costruiscono passo passo sotto gli occhi dello spettatore; un crescendo che porta il cantautore dalla "cantina" delle prime prove alla "terrazza" della vigilia delle grandi tournèe, passando per tutti i luoghi intermedi, finché la casa si trasforma definitivamente in palco; un allestimento intimo e casalingo, quanto mai lontano dalla grandiosità scenografica del tour estivo. È uno spettacolo semplice e complesso al tempo stesso, in cui Baglioni racconta di sé e delle principali tappe della sua carriera, attraverso la sua musica, che torna a essere la vera protagonista della serata, con un'eccellente scaletta in cui figurano tutti i grandi successi e i brani fondamentali del cantautore. Baglioni sarà accompagnato da un eccellente gruppo di nove musicisti: Paolo Gianolio, chitarre; Simona Cazzulani, violino; Mario Guarini, basso; Federica Mozzanti, viola; Stefano Melone, piano; Adriano Molinari, batteria; Francesca Ruffilli, violoncello; Mariella Sanvito, violino; Pio Spiriti, violino, tastiere, fisa. Sarà possibile acquistare i biglietti ancora disponibili presso le prevendite o agli stessi botteghini del Palalottomatica.

 

 

CLAUDIO BAGLIONI AL PALALOTTOMATICA

 RESSA AI BOTTEGHINI

Dopo il "tutto esaurito" nelle prime date in giro per l'italia, arriva a Roma Claudio Baglioni con il nuovo tour "Crescendo". Tre appuntamenti, per i quali c'e' gia' ressa ai botteghini e due serata sono già "sold out"! Il cantautore romano terrà i tre concerti (26, 27 e 28 febbraio) al Palalottomatica, dove offrirà ogni sera tre ore e mezza di musica dal vivo, con oltre trenta dei suoi successi più amati, eseguiti da un supergruppo di nove elementi. "Crescendo" -spiega Baglioni- è la storia di questi 35 anni di musica, il luogo incantato nel quale abitano le note e le parole raccolte lungo la strada e cucite insieme, con l'ambizione di regalare un pensiero, un'emozione, un piccolo sogno". "Il senso di questo progetto -sottolinea il musicista romano- è racchiuso in un palco decisamente particolare, che è, allo stesso tempo, simbolo e teatro di questa storia: dall'energia disordinata e graffiante di una "cantina", in cui rivive il sapore forte degli esordi; al "soggiorno" della maturità, dove si sviluppa il lento lavoro di riflessione e costruzione delle atmosfere; dalla "terrazza" da cui si va incontro al tempo che viene, tra la tensione e i brividi che accompagnano ogni vigilia, sino all'adrenalina pura dello show vero e proprio, che decolla nel momento nel quale la casa di "Crescendo" si trasforma definitivamente in palco". La line up della band che accompagna il cantautore comprende Paolo Gianolio (chitarre); Simona Cazzulani (violino); Mario Guarini (basso e contrabbasso); Federica Mazzanti (viola); Stefano Melone (piano, tastiere); Adriano Molinari (batteria e percussioni); Francesca Ruffilli (violoncello); Mariella Sanvito (violino); Pio Spiriti (violino, tastiere, fisa). Partito dal Palastampa di Torino alla fine di novembre, "Crescendo" ha fatto registrare il tutto esaurito in tutte le città toccate sino ad ora, con un calendario che, per far fronte alle richieste, continua ad arricchirsi di nuove date.

 

 

23 Febbraio 2004 

 

BAGLIONI, PAROLE, INVENZIONI E MUSICA

La tappa romana dell´artista in tournée, con un doppio concerto al Palalottomatica il 26 e il 27 febbraio (nota di Tony: anche il 28)

 

di Gino Castaldo

ROMA. Claudio Baglioni è uno che non si risparmia, mai, in nessun caso. Si tratti del nuovo sito (una vera e propria città virtuale), o più propriamente dei concerti, come quello che ora sta trionfalmente portando in giro per l´Italia (e che arriverà al Palalottomatica nei giorni 26 e 27). E´ uno di quelli che cerca sempre un´idea, nella convinzione che al pubblico non basti offrire semplicemente un bell´elenco di canzoni. Questa attitudine contrasta con un´immagine piuttosto radicata nell´immaginario popolare, secondo la quale Baglioni risulterebbe il più tradizionalista dei nostri cantautori. Ma se un tempo questa immagine poteva essere ragionevole, oggi risulta piuttosto beffarda. Spettacolarmente parlando Baglioni è un accanito cercatore di idee. Questa volta ha pensato a una inedita costruzione scenica che asseconda la metafora di una casa. Il quadrato messo al centro dello spazio è una base sulla quale si sviluppa in altezza un avvicendarsi di pedane mobili che trasformano il palco in diversi possibili piani dell´immaginaria casa. Dalla cantina, nelle tre ore e più del concerto, si passa fino alla mansarda e al tetto, in corrispondenza delle diverse fasi della storia di Baglioni, che dalle cantine per l´appunto è partito per arrivare così in alto. Questa struttura narrativa corrisponde a un atteggiamento più riflessivo e autobiografico che Baglioni sta mostrando negli ultimi tempi. Il concerto lo apre parlando, tentando ristabilire subito un rapporto più confidenziale col pubblico, come a volerlo coinvolgere immediatamente nel racconto. Ma la prima canzone, a sorpresa, non è una delle sue, magari di quelle molto vecchie che cantava prima ancora di diventare un professionista. Di "ieri" si parla, ma prendendo a prestito i Beatles, e la celeberrima "Yesterday". La canta da solo, con la chitarra acustica, prima di chiamare sul palco il gruppo, tutti musicisti nuovi, a parte il fedelissimo chitarrista Paolo Gianolio, con l´aggiunta di un quartetto d´archi femminile. Dalla cantina si passa gradualmente ai piani superiori, attraversando canzoni di ogni epoca. Le principali arrivano, prima o poi, alternate a quelle dell´ultimo disco che recita, nel tipico slang del mondo di Baglioni: «Sono io, l´uomo della storia accanto», e con grande energia compongono alla fine un ritratto esauriente, musicalmente essenziale, asciugato negli arrangiamenti e generoso nell´enfasi espressiva. I fan apprezzano.

 

 

23 Febbraio 2004 

 

L´INTERVISTA

Il cantautore racconta il suo nuovo tour e lo speciale rapporto con la città

"QUANDO CANTO A ROMA CAPISCO CHI ERO E CHI SONO"

“Vado nei posti dov´ero stato da spettatore. E mi vedo riflesso dall´altra parte”

“C´è una nuova voglia di stare insieme, di abbandonare le case e la tv”

 

di Ernesto Assante

Quello di Baglioni non è un concerto qualsiasi, perché in questo nuovo tour il "divo Claudio" prova, come poche altre volte aveva fatto prima, a mettere in scena prima di tutto se stesso, la sua storia, la sua avventura musicale e, ovviamente, le sue canzoni. Se negli anni passati si era trasformato in una star multimediale, con spettacoli sempre più ricchi ed elaborati, ora vuol tornare a proporsi principalmente come un cantautore: «In questa nuova storia racconto la cavalcata di 35/36 anni di avventura musicale, in maniera piuttosto semplice, partendo dai primi tempi in cui suonavo in cantina, con la musica più rozza e ingenua, per arrivare alla mia vita di oggi, una sorta di favola che racconta di un uomo che ha trovato nella musica la sua casa. A sostenere il racconto c´è soprattutto la forza delle canzoni, che hanno questo potere profumato di portarti immediatamente in un´altra stagione, un´altra epoca. E´ una sorta di grande macchina del tempo, dunque, con la quale gioco assieme al pubblico».

 

Un pubblico che sembra gradire questa nuova avventura.

«Sì, questo tour si è letteralmente raddoppiato, era partito con 28 concerti e siamo arrivati a 57 e sarà il più lungo della mia carriera. Il motivo? Credo che stia crescendo un nuovo l´interesse per le riunioni, la voglia di stare insieme di quelli che abbandonano le case dominate dalla televisione o dai sistemi centrali. Poi, ovviamente, ci sono io, che diversamente da altre volte, e similmente forse soltanto al tour dove ero in scena da solo nei teatri, in cui in fondo raccontavo l´amicizia tra una persona e uno strumento, riporto al centro la musica. E lo faccio con le canzoni, che diventano protagoniste della collana che si snocciola via via nella serata. Tra l´altro, anche nella dinamica interna dello spettacolo, le canzoni sono proprio una dietro l´altra, con pause brevissime, un gigantesco medley».

 

Dopo tanti "show" un vero concerto?

«Diciamo che è uno spettacolo godibile, il pubblico è molto più vicino del solito, anche chi è più indietro avrà una posizione diversa, perché il palco è basso, e io sono, per così dire, a bordo ring. Ma non mancano elementi di spettacolo».

 

E in un tour così speciale c´è l´unicità degli appuntamenti romani?

«Con Roma è un rapporto inesorabile, ricco, continuo, anche se negli anni sono riuscito a viverlo anche in altre città. Ma Roma resta diversa, c´è sempre un pizzico di nervosismo in più, e tra il pubblico ci sono tanti amici e parenti. E poi, qui vado a cantare anche nei posti dove sono stato spettatore, mi vedo riflesso dall´altra parte, sia all´Olimpico che al Palaeur, dove andavo a sentire i gruppi negli anni settanta. Cantare a Roma mi racconta chi sono, chi ero e il salto che ho fatto».

 

Niente stanchezza? Non un momento di noia?

«No, francamente no. Io credo di continuare a girare in questa maniera, con concerti di tre ore, quattro o cinque volte a settimana, perché ho sempre più la sensazione di un godimento personale. Cerco momenti di vera e rara felicità, che sul palco riesco a raggiungere. E poi riesco a fare delle cose che in altri termini non mi sarebbero mai permesse. Per dirla breve ho il pallone in mano e quindi gioco la partita come voglio io».

 

 

22 Febbraio 2004 

 

BAGLIONI: «CANTINA E SALOTTO, UNA CASA DI MUSICA»

Tre concerti al Palalottomatica (il primo esaurito) nella scenografia di un vero edificio

 

di Sandra Cesarale

Una casa sul palco per Claudio Baglioni. Che nel nuovo tour, «Crescendo», apre il sipario in una cantina («Dove con la mia band suoniamo una musica rozza, dinamica, rockbeat»), passa in soggiorno e poi in terrazza. «Perché la musica - dice - è la vera dimora di chi fa questo mestiere: si passa più tempo negli spogliatoi dei Palasport, che a casa nostra». Al Palalottomatica arriva giovedì per tre concerti. Biglietti esauriti per la prima data, ne rimangono pochi per la seconda e per la terza. L’ultima volta a Roma Baglioni ha suonato la scorsa estate allo Stadio Olimpico, davanti a settantacinquemila persone.

 

Cosa c’è di diverso?

«Tutto. Lo slogan che io e i miei collaboratori avevamo scelto per il tour negli stadi era "Il più grande". Quello all’Olimpico era un concerto opulento, con il senso della dismisura».

 

E adesso?

«Abbiamo pensato al "più nuovo e più bello". È venuto fuori questo strano racconto, una favoletta sui miei 37 anni di carriera, attraverso le mie canzoni. È un successo grande questo tour che doveva terminare a febbraio e andrà avanti fino ad aprile: duecentomila persone finora, ho dovuto raddoppiare, triplicare i concerti in più di una città. E siamo solo a metà».

 

I suoi sostenitori non l’abbandonano mai.

«Le canzoni sono come stelle fisse, che rimangono nella vita delle persone. Ogni volta mi stupisco, non mi abituo mai alla folla. Poi c’è sempre il pensiero che bisogna continuare a lavorare e lottare per mantenere tutto questo. Dal 2000 giro ininterrottamente teatri, stadi, Palasport: in quattro anni ho presentato cinque tour, tutti diversi. Mi diverte questa competizione con me stesso, voltar pagina ogni volta. Anche in maniera brusca, per non dare alla gente un brodo allungato».

 

I suoi concerti non durano mai meno di tre ore. Non sarà troppo?

Ride. «Sono delle gare sportive. Questo è particolarmente duro: una canzone in fila all’altra. Pensi, ho il tempo di bere due bicchieri d’acqua in tutta la serata. Forse c’è un po’ di autocompiacimento: quando ho cominciato a cantare non ero preso dal sacro fuoco dell’arte, oggi questo lavoro è la mia passione il mio vizio e, forse, anche un gioco. C’è gente che spende i soldi ai casinò, si compra macchine sportive. Io, a 52 anni, continuo ad acquistare giocattoli».

 

Come vede la nuova scena italiana?

«È dura. La nostra musica ha sempre ruotato intorno alla discografia, era un volano che muoveva tutto. Adesso è in crisi, gli investimenti sono minori. Ai giovani non manca il talento, ma il coraggio di proporre qualcosa di nuovo. La colpa è anche di noi "vecchi" artisti».

 

Perché?

«Come i cavalieri della tavola rotonda, potremmo unirci e pensare a delle strategie comuni. Invece ci chiudiamo nei nostri orticelli. Abbiamo fallito persino con la pirateria: non siamo riusciti a far capire alla gente che la guerra ai cd illegali non serviva a garantire il nostro caviale quotidiano, ma ad assicurare un futuro al settore».

 

Sanremo cosa le sembra?

«Magari alla fine si potrebbe rivelare un Festival nuovo. Tuttavia, sono convinto che Sanremo sia come Capodanno, va festeggiato. Però il giorno dopo tutto è come prima».

 

Dopo il tour, che prepara?

«A giugno vorrei proprio andare al mare: visto che sono figlio unico l’ho eletto a fratello. Lì mi

piacerebbe scrivere canzoni da offrire ad altri interpreti, che io non inciderò mai».

 

PALALOTTOMATICA dal 26 al 28 febbraio, ore 21, Eur, tel. 06.5922100

 

 

 

 

18/11/2003 Prove aperte per gli Associati Con riferimento all'oggetto si comunica che per tutte le date del Tour "Crescendo" 2003/2004 di Claudio Baglioni, a tutti i soci in regola con l'iscrizione all'Associazione Culturale ClaB, è riservata l'entrata anticipata per assistere alle prove dei concerti. Pertanto l'ingresso è previsto alle ore 17:00 presso i cancelli contraddistinti dal cartello "Ingresso ClaB", dove sarà necessario esibire la tessera ClaB, un documento d'identità e il biglietto valido per il concerto in programma