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23 Marzo 2004

Sonoro perfetto: l’impianto regge bene il colpo da 40mila watt

SOTTO LA MAXI-CUPOLA L’ACUSTICA VA

 

LIVORNO.  Ore 21.15. Comincia il tam tam acustico. Le emozioni corrono alla potenza di quasi 40000 watt. Si sovrappongono. Si amplificano a colpi di canzoni che irrompono sulla scena come fulmini a ciel sereno. Sulla scena di un PalaLivorno che per la prima volta debutta con Claudio Baglioni come contenitore di musica.  «Dagli il via». E la musica va. Le note scorrono pulite, trasparenti: «L’audio è perfetto», dice soddisfatto il livornese Andrea Catalano. Conosce bene l’impianto. A montare tutto il carrozzone c’era anche lui, in questi due giorni di preparazione: «Nessuno strumento copre l’altro. Nessuno strumento, soprattutto, copre la voce di Baglioni. Tutto è equalizzato».  Due parole anche sulle casse utilizzate: «Si tratta di casse specializzate a semicerchio che garantiscono un audio uniforme nelle parti bassi e in quelle alte. Con un impianto del genere i problemi di audio sono roba dell’altro mondo».  Claudio Baglioni arriva direttamente al cuore della gente. L’acustica potente, ma allo stesso tempo delicata, niente toglie allo spettacolo. Anzi.  L’impianto regge perfettamente il colpo. La prova del nove è superata. Parola di tutte quelle orecchie dritte e attente che da sempre seguono i Baglionishow in giro per l’Italia. «La qualità del sonoro è stata ottima», commenta la cuneese Paola Ferrero, alla sua decima tappa al seguito dell’intera tourneè “Crescendo” partita lo scorso ottobre. «Quella di Livorno è una delle migliori strutture che ho visto. Molto meglio di Montecatini. Pari a quella di Pesaro». Lei è seduta nel parterre. Ma l’opinione anche di chi è seduto ai piani alti, pardon agli anelli alti, non cambia: «Da quassù - aggiunge Diego Turtur, ventenne livornese - non abbiamo mai avuto problemi sonori. Lo stesso effetto luci è stato di grande impatto».  E il palco ha dato problemi di visibilità? La risposta è no, a parte un piccolo appunto. Dall’alto migliaia di sguardi lo scrutano, in cerca anche solo di uno sguardo del proprio beniamino «Forse - azzardano alcune persone sedute in piccionaia - se il palco era un pochino più alto sarebbe stato meglio per noi. Ma certo non è stato un problema».  La neo struttura livornese ha fatto centro, quindi? Soprattutto la sua cupola rivestita in legno: «Il legno - commenta Giosè, uno dei tecnici del carrozzone baglioniano - è uno dei materiali maggiormente in grado di assorbire il suono e di rendere al meglio la musica. Prima di venire qua abbiamo fatto uno studio accurato sulla struttura, come di routine, ed eravamo sicuri che non ci sarebbero stati problemi. Siamo contenti della riuscita».  Tutto liscio come l’olio, quindi nel D-day acustico del PalaLivorno? Così è se vi pare.

 

Musica, amore e nostalgia: “Crescendo” sa emozionare ammiratori di ogni età

TUTTI IN DELIRIO PER LA MARATONA DI BAGLIONI

 

LIVORNO. Marisa è tra le fan più scatenate, si è portata dietro un cuscino a forma di cuore e una macchina fotografica con il teleobiettivo che ha nascosto nello zainetto sperando di rubare una foto proibita al suo idolo «e non mi dite che è invecchiato perché a me pare sempre uguale, come quando cantava quella tua maglietta fina». Marisa è nonna da pochi mesi, mamma da 25 anni, «e ho gli stessi anni di Claudio, sono nata il 10 maggio del 1951, persino lo stesso mese». “Claudio” è Claudio Baglioni. Si è appena affacciato sulla sofisticatissima scenografia che lo accompagna in questo tour intitolato “Crescendo” e il palazzetto stellare, il nuovissimo PalaLivorno gremito di facce sognanti, si abbandona al delirio. È grande il PalaLivorno, grande e un po’ algido quando è vuoto. Ma ora a riscaldarlo ci sono oltre ottomila spettatori provenienti da tutta Italia. E con loro le emozioni che salgono verso la cupola, nostalgie e ricordi, sogni e speranze. Migliaia di occhi, di sorrisi, di braccia che si agitano eppure sembra quasi di essere a una festa tra amici, perché la voce del cuore fa sentire tutti più vicini, si balla sui gradini e sotto il palco.  Il sindaco Gianfranco Lamberti sorride ed è entusiasta: un po’ perché il “suo” palazzetto ha retto egregiamente alla prova, un po’ «perché queste sono le mie canzoni, la maglietta fina, viva l’Inghilterra, Baglioni, hanno accompagnato la mia gioventù come quella di tanti altri della mia generazione. Ed è un piacere riascoltarlo». Anche l’assessore allo spettacolo Marco Bertini è del gruppo: «Una finestra sui ricordi». Raggiante anche Vezio Benetti, assessore allo Sport.  Ricordi per tutti, e la miccia si accende ogni volta che parte un pezzo cult: «Tu che stai scoppiando dentro il cuore mio» fa tremare la voce di Sara che sarebbe anche intonata. Accanto a lei c’è il figlioletto Marco, 11 anni. Vengono da Pistoia, lei ha un foulard al collo con scritto Claudio Baglioni, ha 36 anni e non si perde un concerto del suo eroe nel raggio di 200 chilometri. Laura di anni ne ha 46, livornese, è laureata, libera professionista «e giuro che non sono un tipo troppo sentimentalista». Ma mentre Baglioni ricostruisce in musica la sua storia che è andata di pari passo alla vita di tanti dei suoi fedelissimi (il pubblico è eterogeneo ma le signore over 40 abbondano e sono le più scatenate) Laura se ne sta a bocca aperta e trattiene il respiro: «Mi ricorda i primi amori, come si fa a non commuoversi».  Ottomila cuori in campo insomma, ottomila cuori che sono qui per lui, solo per lui: «Che è sempre bello, anzi più bello. Ma è vero che sì è tutto rifatto?». Cristina, parrucchiera, 34 anni, è qui con la figlioletta Alice di 7 anni. Cristina canta (“Avrai” la fa letteralmente balzare dalla seggiolina di plastica), Alice agita felice il cuoricino luminoso.  Già, è vero che si è rifatto? Effettivamente bello è bello, «e guarda che fisico - dice Silvia - e che energia». E illuminato dalle luci speciali, circondato da questa casa immaginaria dentro alla quale si snoda teatralmente la sua lunga carriera (dalla cantina degli esordi alla terrazza e alla sala di incisione) Baglioni appare assai diverso da quel ragazzino che cantava “Questo piccolo grande amore” turbando i sogni di adolescenti e post-adolescenti. Proprio un altro stile, per non parlare del look. «Vabbè, ma tutti siamo cambiati, sono passati quasi 40 anni» lo giustifica Marco: viene da Pisa, ha 48 anni, è qui con la moglie Monica, impiegati tutti e due, baglioniani tutti e due, «ci ha portato bene, “Questo piccolo amore” è stata la colonna sonora della nostra storia e siamo sempre insieme». Sono arrivati presto loro («avevamo paura di non trovar parcheggio»), si sono fatti un giro all’Ipercoop e poi hanno avuto un bel colpo di fortuna. Erano lì davanti a uno degli ingressi secondari del palazzetto quando verso le 18 è arrivato Lui: Mercedes color lilla, vetri oscurati, una visione. Giacca di pelle, occhiali da sole, un attimo e vale già la serata.  Molti di quelli che hanno comprato la maglietta targata “Baglioni” la sventolano come uno striscione, gli accendini a tre euro vanno a ruba e quando la scaletta arriva al “Canzoniere” (un mix che comprende Solo, Poster, Amore bello, Sabato pomeriggio, E tu come stai, Io me ne andrei) migliaia di voci si alzano, le lucine si agitano e spesso si tratta delle luci dei cellulari, e le generazioni si riuniscono. Perché i classici sono classici, per figli e genitori. Anche con “Questo piccolo grande amore” il palazzetto prende fuoco, tutti cantano, Baglioni dà il massimo, è tenero e comunicativo, salta per quel palco per tre ore, cambia camicia e giacca ma non fa intervallo. Irresistibile, transgenerazionale.  Certo, i giovanissimi non sono la maggioranza. Ma ci sono, ragazzine a vita bassa e piercing che sanno a memoria “E tu” e giurano che preferiscono Claudio Baglioni a Tiziano Ferro. Qualcuna tiene acceso il telefonino durante i pezzi più evocativi per far partecipare in diretta chi è rimasto a casa all’happening, viaggiano sms da una parte all’altra del palazzetto: «è grande...», «lo amo». I pochi maschietti (diciamo uno ogni sette donne) seguono diligentemente il concerto e cantano anche loro. La festa comunque è di tutti. Una festa del cuore e dell’amore che non ha età.

 

 

23 Marzo 2004

Test ok per il PalaLivorno al primo grande evento di spettacolo

LIVORNO, 8MILA PER CLAUDIO BAGLIONI

Altri big in arrivo: Eros Ramazzotti e Renato Zero?

 

LIVORNO. Ottomila, tanti quanti ne può ospitare il PalaLivorno. Il concerto di Claudio Baglioni di ieri sera - durato più di tre ore - ha fatto praticamente il tutto esaurito, con fans arrivati un po’ da tutta Italia. Per l’impianto alla Porta a Terra è stato un test superato alla grande: era al suo primo concerto, al primo grande evento di spettacolo, e tutto è andato ok. C’erano perplessità e preoccupazioni sulla tenuta dei parcheggi e invece tutto è andato liscio, così come alle biglietterie e ai cancelli, aperti alle 19, due ore prima dell’inizio del concerto. Dopo Baglioni, presto altri big della canzone: si parla di Eros Ramazzotti e Renato Zero. GUARDUCCI, GRASSO GIUSTI E SUGGI in Livorno IV E V

 

 

23 Marzo 2004

DOMENICA DI LAVORO PER IL MEGA-PALCO DI BAGLIONI

 

LIVORNO. Smontato il parquet per evitare possibili danni, ieri pomeriggio poco dopo le 14 all’interno del nuovo PalaLivorno si è cominciato a lavorare per l’allestimento dello spettacolo di Claudio Baglioni che andrà in scena stasera alle 21. Un gran numero di opearai e tecnici hanno prima scaricato dai grossi camion tutta l’attrezzatura necessaria, quindi hanno cominciato a montare il palco su cui si è esibirà il cantautore romano e la scenografia che farà da cornice. Poi è stata la volta dell’impianto luci e di quello sonore. Oggi si continuerà a lavorare per la messa a punto dell’intera struttura, quindi si procederà ai collaudi e soprattutto alle prove. Poi sarà la volta del concerto.  Al riguardo è da ricordare che le biglietterie apriranno alle ore 17 circa: saranno riservate alla vendita dei restanti biglietti, al cambio voucher Box Office che avrà sportelli divisi per iniziale del cognome, e agli accrediti ed inviti. L’apertura dei cancelli, all’ingresso principale dell’impianto, è invece prevista per le ore 19 circa. Ai cancelli sarà controllato il biglietto e data indicazione a quale porta (indicata da una lettera), seguendo il corridoio perimetrale esterno alla strutura, accedere per raggiungere il proprio posto numerato. Tutti i posti saranno numerati.

 

 

23 Marzo 2004

VIETATI REGISTRATORI E MACCHINE FOTOGRAFICHE

 

LIVORNO. Dopo la giornata inaugurale dedicata allo sport, ecco il primo concerto nel nuovo PalaLivorno. Presentato dalla Public relations group Firenze con la collaborazione del Cel Teatro di Livorno, domani sera alle 21 si esibirà nella magastruttura della Porta a terra uno dei più importanti della storia della musica italiana: Claudio Baglioni.   BAGLIONI SHOW. C’è quindi grande attesa, sia per valutare le qualità del nuovo impianto anche come luogo per la musica dal vivo, sia per ascoltare «Crescendo» lo spettacolo più intenso e affascinante della stagione, che ha fatto registrare il tutto esaurito nelle prime venti date. L’artista romano proporrà oltre trenta dei successi più amati dal pubblico, per tre ore e mezza di musica dal vivo. Crescendo - spiega Baglioni - è la storia dei mie 35 anni di musica, il luogo incantato nel quale abitano le note e le parole raccolte lungo la strada e cucite insieme, con l’ambizione di regalare un pensiero, un’emozione, un piccolo sogno».   BIGLIETTI. Le biglietterie apriranno alle ore 17 circa, e saranno riservate alla vendita dei restanti biglietti, al cambio voucher Box Office che avrà sportelli divisi per iniziale del cognome, e agli accrediti ed inviti.   APERTURA. L’apertura dei cancelli, all’ingresso principale dell’impianto è prevista per le ore 19 circa. Ai cancelli sarà controllato il biglietto e data indicazione a quale porta (indicata da una lettera), seguendo il corridoio perimetrale esterno alla strutura, accedere per raggiungere il proprio posto numerato.   TUTTI NUMERATI. I posti a sedere - oltre ottomila - sono tutti numerati. Sui biglietti è indicato il settore Parterre (platea numerata pari o dispari e Tribune telescopiche), Gradinata (destra o sinistra di 1º, 2º e 3º anello); in più c’è una lettera che indica l’ingresso alla zona prescelta, il numero della fila ed il numero del posto.   SERVIZI. All’interno del nuovo PalaLivorno ci sarà un servizio di hostess per aiutare la sistemazione del pubblico e per gestire eventuali modifiche. E’ stata prevista anche una zona riservata ai portatori di handicap e inoltre saranno presenti numerosi servizi: pronto soccorso, merchandising ufficiale, bar, vigilanza ed informazione.   DIVIETI E CONTROLLI. Non sarà consentito introdurre nel palasport bottiglie, alcolici, oggetti contundenti e ritenuti pericolosi. Non sarà ammesso l’uso e quindi l’introduzione nello spazio adibito al concerto di apparecchi per la registrazione audio e video, compreso macchine fotografiche; saranno previste perquisizioni personali. Intervista a Claudio Baglioni a pagina 20

 

 

21 Marzo 2004

Dagli anni Settanta a oggi, il segreto di una musica che parla al cuore

IL CANTASTORIE DEI NOSTRI AMORI

«C’è ancora tanta voglia di tenerezza e di passione. Ma la tv e l’omologazione ci svuotano, cercano

 

LIVORNO. Cantava «mi manca da morire questo piccolo grande amore» e fremevano jukebox e mangianastri, mamme e ragazzine, tende canadesi e diari segreti. Baci, labbra salate, la vacanza che tutti gli adolescenti e i post adolescenti sognavano, quella con sole, amore e teneri approcci. Ma cantava e canta anche altre storie, di figli e di vecchi, di paure e speranze, emozioni di tutti, «trasversali, come si usa dire oggi». Eccolo qui il segreto di Claudio Baglioni, classe 1951, mito da sempre, ossia dagli esordi di fine anni Sessanta fino ai giorni nostri.  «E non è facile sopravvivere a una carriera lunga come la mia». Difficile, ma non impossibile «se ci si rinnova continuamente e non ci si adagia sugli allori. Impegno, sacrificio, ecco io ho fatto così. E sono riuscito a non fossilizzarmi, perché non c’è niente di più patetico di qualcuno che non vuole crescere». Lui invece è cresciuto, ha cambiato look, la voce si è fatta più calda e la parola più saggia.  Era un ragazzino con inclinazioni quasi rock quando muoveva i primi passi nella cantine di fine anni Sessanta, era un ragazzo con la chitarra baciato dal successo negli anni Settanta, ora è padre di un ventiduenne che da lui ha ereditato la passione per la musica. Ma quell’aria un po’ sognante con cui ha attraversato quattro decenni raccontando la vita e gli amori di tutti con dolcezza e semplicità non l’ha persa. E di amore ama ancora parlare.

 

Canti l’amore da sempre e quindi sei un attento osservatore dei sentimenti: come è cambiato in questi anni il modo di amare?  

«Ci sono cose che sono uguali da secoli: il bisogno di esserci, il bisogno d’amore, soprattutto di riceverlo ma anche di darlo, e questo credo che non sia mai cambiato. Però oggi c’è anche un grande senso di smarrimento inteso come un bisogno di affermazione della propria identità. Perché l’identità individuali sono messe a rischio da una società che tende a raggrupparci per numeri, per gruppi, per partiti, per sondaggi. Siamo pubblico, consumatori, audience, siamo gente. E il sentimento viene macinato, mistificato, adulterato. Si tende ad omologarlo».  

 

“Stranamore”, “C’è Posta per te”, i tanti salotti televisivi del sentimento. Nemici dell’amore, delle emozioni vere?  

«Rendere pubblico il sentimento, farne spettacolo, significa svuotarlo, violentarlo. Perché ogni sentimento è diverso dall’altro e perché comunque se troppo illuminato il sentimento perde ogni dimensione e ogni leggerezza. Così oggi non si sa più cosa è davvero l’amore e questo genera paura ma anche cinismo. E la televisione ha una bella responsabilità».  

 

La Tv di oggi scende sempre più in basso, travolta dalla caccia all’audience. Eppure qualche anno fa tu con Fazio hai fatto un programma cult come “Anima mia”, capolavoro di ironia e leggerezza. Un’esperienza del genere oggi potrebbe ripetersi?  

«Quella è stata una bella avventura, e oltretutto facemmo anche ottimi ascolti, assolutamente insperati. Certo, mi piacerebbe fare tv, chiunque faccia un mestiere di comunicazione sa che è uno spazio ambito perché è il teatro più grande che si possa immaginare. Ricevo molte proposte, ma non riesco mai a dire di sì. Perché la televisione negli ultimi anni si è andata quasi ad autosoffocare guardando solo i numeri nudi e crudi, senza nemmeno analizzare troppo questo o quel dato di ascolto. Una guerra spezzettata minuto per minuto e questa caccia all’audience fa perdere senso alle cose, tutto è terribilmente competitivo e meno gioioso, decisamente claustrofobico. In questo contesto non so se potrebbe nascere un esperimento come “Anima mia”. Comunque devo dire che ci sono delle trasmissioni godibili, ma quasi sempre sono poi in seconda o in terza serata».  

 

Non ti piace l’esibizione dei sentimenti e anche della tua vita privata è sempre trapelato poco. Un maniaco della privacy?  

«No, soprattutto pudore. Forse c’è una parte di me che non era adatta a fare un mestiere “pubblico”, e nonostante ormai sia vaccinato all’esposizione continua ho ancora i miei momenti di timidezza, a volte non sono così spavaldo, così disinvolto come si può pensare di un uomo di spettacolo. E poi non è tanto questione di celare la mia vita privata quanto di tutelare quella delle persone che mi sono vicine e che non vogliono essere messe in vetrina come me».  

 

Hai protetto tuo figlio dai paparazzi per 15 anni...  

«Sì, fino a quando, in maniera naturale, è stato lui a scegliere di uscire allo scoperto, durante un mio concerto. Aveva appunto 15 anni e studiava chitarra da cinque. Mi è sembrato bello poterlo presentare non come il figlio ma come un piccolo musicista che aveva piacere di esibirsi insieme a me. Eravamo tutti e due felici».  

 

Quasi da quarant’anni sotto i riflettori. Mai avuto voglia di fuggire?  

«Verso metà degli anni Ottanta mi era venuta voglia di continuare a fare questo mestiere nell’ombra, un po’ come ha fatto Mina. Non fare più concerti, non apparire più. Ero stanco, dover stare in vetrina ogni ora della vita mi pesava. E in effetti un po’ mi sono defilato, due o tre anni fuori dalla mischia. Per fortuna poi mi è tornato il bisogno del rapporto con le persone tant’è che oggi la cosa che faccio più volentieri sono proprio degli spettacoli dal vivo. Lì non puoi barare: perché ormai fare un disco è un’operazione fredda, tecnica, i dischi li fanno persino le macchine. Invece trovarsi in mezzo al pubblico, e sudare, cantare e saltare da una parte all’altra, quella è una prova, è il vero modo di comunicare».

 

Puoi fare un identikit del tuo pubblico?  

«Dalle figlie, alle nonne e alla nipotine. E anche moltissimi maschi, un 40%. Un pubblico trasversale dal punto di vista socio-economico e per l’età si può fare un un tentativo di media, tra i 25 e i 30 anni. Quetso vuol dire che vedo signore e signori 70 enni e anche bambini, magari trascinati a forza...».  

 

Tentato da Sanremo?

«Il Festival non l’ho visto, ma eravamo così bombardati che tra Striscia e speciali vari mi sono fatto un’idea. L’hanno chiamato il festival del rinnovamento ma ho l’impressione che una manifestazione come Sanremo non si possa rinnovare, deve assomigliare sempre a se stessa. E non è un caso che la serata più seguita sia stata quella dedicata al revival. Se ci andrei? Ho un repertorio di 200 canzoni e lavoro da quasi 40 anni, come potrei riuscire a sintetizzare il mio lavoro con una canzone? E poi a 15 anni ho partecipato al mio primo festival, si chiamava Festival di San Felice da Cantalice. Non posso tradire San Felice per San Remo».

 

 

21 Marzo 2004

Nel nuovo Palasport un concerto che strizza l’occhio al teatro

“CRESCENDO” E LE CANZONI RACCONTANO

 

LIVORNO. L’appuntamento è per domani sera nel nuovissimo PalaLivorno di Porta a Terra (zona Stazione) alle ore 21, anche se gli organizzatori raccomandano di arrivare con un po’ di anticipo per evitare ingorghi dell’ultimo momento visto che sono attesi circa 8000 spettatori. L’appuntamento del resto è di quelli super attesi, un po’ perché segna il debutto musicale ufficiale della nuova struttura inaugurata nei giorni scorsi, un po’ perché il nuovo show di Baglioni intitolato “Crescendo” sta conquistando tappa dopo tappa tutta l’Italia, fan vecchi e nuovi, appassionati di musica pop ma non solo, perché questo è uno spettacolo che mischia il teatro alla canzone, l’amarcord ai tempi nostri.  Con una scenografia speciale, sofisticata ma minimalista (in controtendenza con il tour precedente...) e oltre tre ore di musica e poesia. Claudio Baglioni infatti proporrà circa 30 canzoni scelte tra le oltre duecento del suo repertorio, un viaggio tra le note e non solo. C’è infatti anche la parte più “teatrale” di “Crescendo” e la storia di una vita (quella di Baglioni che si snoda comunque con quella di una generazione) ambientata in una sorta di casa, rappresentata a piani: la cantina, la casa vera e prpria e la terrazza e sala concertistica in un saliscendi di soffitti mobili che si trasformano in pavimenti e stanze. Questa sarà la cornice del concerto. Che ammicca al musica ma mantiene il rigore di un concerto, un po’ recital e un po’ teatro-canzone.  Si parte quindi dal Claudio degli esordi, il ragazzino con la chitarra partito appunto dalle cantine, dal rock e dalla fine degli anni Sessanta. E si arriva piano piano, tra parole e musica, a quasi 40 anni dopo: Baglioni è affascinante cinquantenne che canta ancora l’amore, i sentimenti e le emozioni, il suo pubblico è sempre più numeroso, il suo mito non tramonta. Una vita da campione, fatta anche di sfide e di sacrifici: “Crescendo”, appunto, prima davanti a pochi amici e poi davanti a platee sconfinate. Guida al concerto Parcheggi. Saranno utilizzabili solo una parte dei posti intorno alla struttura, mentre sono disponibili a parcheggi dei centri commerciali vicinie sul retro della Stazione. Biglietti. Le biglietterie apriranno alle ore 17e saranno riservate alle vendite dei restanti biglietti, al cambio voucher Box Office e agli accrediti. Apertura dei cancelli. All’ingresso principale dell’impianto è prevista per le 19.

 

 

 

 

In arrivo da tutta Italia per il concerto di lunedì sera al PalaLivorno

BAGLIONI, CONTO ALLA ROVESCIA

 

LIVORNO. Lasciarsi alle spalle la realtà per entrare in un mondo fatto di emozioni. Che uniscono tutti. Canticchiando le sue canzoni si incrociano generazioni. Strada facendo la voglia di sognare supera i confini dell’età. Ingloba tutti. Per una sera. Solo per poche ore. In un «Crescendo» la febbre da Baglioni sale.   Fans a raccolta.  Lunedì il cantautore di Centocelle sarà al PalaLivorno, dalle ore 21, convogliando nella città labronica una lunga scia di appassionati che parlano tutti i dialetti della Toscana. Arrivano da La Spezia, da Mestre, da Ravenna: «Da subito - dicono dalla biglietteria - i botteghini sono stati presi d’assalto. Abbiamo ricevuto chiamate dall’Emilia Romagna, dal Veneto. La gente ha preso anche decine di biglietti alla volta». Cosa strana, primi tra tutti sono stati esauriti i posti più costosi. «In poco tempo sono finiti tutti i biglietti da oltre 30 euro. Paradossalmente ora sono rimasti quasi solo i posti più economici». Questa diaspora annunciata di giovani, adulti, uomini, donne, ragazzine, tutti cresciuti a pane e Baglioni si darà appuntamento nella neo struttura labronica lunedì, a partire dalle prime ore del pomeriggio, in attesa dell’apertura dei cancelli.  «Sono andata anche al concerto di Firenze ed ora ci torno...», dice Matilde, studentessa livornese sorpresa a parlare del suo beniamino davanti al teatro Goldoni dove ha appena comperato il biglietto. Con lei c’è la zia impiegata, Antonella, quarant’anni portati leggeri. Insieme ricordano i concerti passati, vere maratone alla Bruce Springsteen, proprio come quella che Baglioni ripeterà a Livorno. 8000 volti in totale, quindi, 8000 sorrisi, 8000 bocche che seguiranno le canzoni dell’artista.   Concerto in «Crescendo». Per oltre tre ore il cantautore si tratterrà sul palco, attingendo 30 canzoni dal pozzo del suo repertorio, una attaccata all’altra, senza un attimo di respiro. «Crescendo» si preannuncia come una tournée minimalista. L’antitesi dei giri live della scorsa estate: il colpo d’occhio glamour di funamboli, danzatori, comparse e compagnia cantante cede il passo ad una sobria ed emblematica scenografia che diventa scantinato, casa, terrazza e sala concertistica in un saliscendi di soffitti mobili che si trasformano in pavimenti e stanze. Questa sarà la cornice del concerto. O meglio del musical. Perchè è la formula che viene subito alla mente leggendo la presentazione di uno spettacolo che ripercorre l’ascesa del giovane Claudio partito dalle cantine, come tutti i ragazzi che amano la musica, e che si è ritrovato anno dopo anno - finora sono quasi 37 - a vivere un ’Crescendo’ di successi fino a raggiungere platee sconfinate.   Piccolo grande amore.  Difficile trovare qualcuno che non associ le canzoni del cantautore romano all’amore. Magari il suo. Magari passato. Magari sfiorito proprio sulle note del cult «Piccolo grande amore» come è successo a Valentina trentenne livornese: «Mi ricordo che quando avevo quattordici anni e ho conosciuto il mio primo ragazzo - racconta - Baglioni era il mio idolo. Ascoltavo anche venti volte al giorno le sue canzoni. Soprattutto quando dopo un paio di anni mi lasciai continuavo ad ascoltare Piccolo grande amore perché ci rivedevo la mia storia. Sembrava una canzone scritta per me». Una canzone scritta per tutti. Emozioni scritte per tutti.

 

 

 

23 Marzo 2004

LIVORNO IN FESTA PER BAGLIONI

 

LIVORNO. In ottomila hanno cantato in coro per più di tre ore accompagnando con frequentissime ovazioni l’esibizione di Claudio Baglioni. Il concerto del cantautore romano ha inaugurato la stagione musicale del PalaLivorno, il nuovo, modernissimo impianto alla periferia della città.

 

 

23 Marzo 2004

TUTTI IN DELIRIO PER LA MARATONA DI BAGLIONI

Musica, amore e nostalgia: “Crescendo” sa emozionare ammiratori di ogni età

 

di Cristiana Grasso

LIVORNO. Marisa è tra le fan più scatenate, si è portata dietro un cuscino a forma di cuore e una macchina fotografica con il teleobiettivo che ha nascosto nello zainetto sperando di rubare una foto proibita al suo idolo «e non mi dite che è invecchiato perché a me pare sempre uguale, come quando cantava quella tua maglietta fina». Marisa è nonna da pochi mesi, mamma da 25 anni, «e ho gli stessi anni di Claudio, sono nata il 10 maggio del 1951, persino lo stesso mese». “Claudio” è Claudio Baglioni. Si è appena affacciato sulla sofisticatissima scenografia che lo accompagna in questo tour intitolato “Crescendo” e il palazzetto stellare, il nuovissimo PalaLivorno gremito di facce sognanti, si abbandona al delirio. È grande il PalaLivorno, grande e un po’ algido quando è vuoto. Ma ora a riscaldarlo ci sono oltre ottomila spettatori provenienti da tutta Italia. E con loro le emozioni che salgono verso la cupola, nostalgie e ricordi, sogni e speranze. Migliaia di occhi, di sorrisi, di braccia che si agitano eppure sembra quasi di essere a una festa tra amici, perché la voce del cuore fa sentire tutti più vicini, si balla sui gradini e sotto il palco. Il sindaco Gianfranco Lamberti sorride ed è entusiasta: un po’ perché il “suo” palazzetto ha retto egregiamente alla prova, un po’ «perché queste sono le mie canzoni, la maglietta fina, viva l’Inghilterra, Baglioni, hanno accompagnato la mia gioventù come quella di tanti altri della mia generazione. Ed è un piacere riascoltarlo». Anche l’assessore allo spettacolo Marco Bertini è del gruppo: «Una finestra sui ricordi». Raggiante anche Vezio Benetti, assessore allo Sport. Ricordi per tutti, e la miccia si accende ogni volta che parte un pezzo cult: «Tu che stai scoppiando dentro il cuore mio» fa tremare la voce di Sara che sarebbe anche intonata. Accanto a lei c’è il figlioletto Marco, 11 anni. Vengono da Pistoia, lei ha un foulard al collo con scritto Claudio Baglioni, ha 36 anni e non si perde un concerto del suo eroe nel raggio di 200 chilometri. Laura di anni ne ha 46, livornese, è laureata, libera professionista «e giuro che non sono un tipo troppo sentimentalista». Ma mentre Baglioni ricostruisce in musica la sua storia che è andata di pari passo alla vita di tanti dei suoi fedelissimi (il pubblico è eterogeneo ma le signore over 40 abbondano e sono le più scatenate) Laura se ne sta a bocca aperta e trattiene il respiro: «Mi ricorda i primi amori, come si fa a non commuoversi». Ottomila cuori in campo insomma, ottomila cuori che sono qui per lui, solo per lui: «Che è sempre bello, anzi più bello. Ma è vero che sì è tutto rifatto?». Cristina, parrucchiera, 34 anni, è qui con la figlioletta Alice di 7 anni. Cristina canta (“Avrai” la fa letteralmente balzare dalla seggiolina di plastica), Alice agita felice il cuoricino luminoso. Già, è vero che si è rifatto? Effettivamente bello è bello, «e guarda che fisico - dice Silvia - e che energia». E illuminato dalle luci speciali, circondato da questa casa immaginaria dentro alla quale si snoda teatralmente la sua lunga carriera (dalla cantina degli esordi alla terrazza e alla sala di incisione) Baglioni appare assai diverso da quel ragazzino che cantava “Questo piccolo grande amore” turbando i sogni di adolescenti e post-adolescenti. Proprio un altro stile, per non parlare del look. «Vabbè, ma tutti siamo cambiati, sono passati quasi 40 anni» lo giustifica Marco: viene da Pisa, ha 48 anni, è qui con la moglie Monica, impiegati tutti e due, baglioniani tutti e due, «ci ha portato bene, “Questo piccolo amore” è stata la colonna sonora della nostra storia e siamo sempre insieme». Sono arrivati presto loro («avevamo paura di non trovar parcheggio»), si sono fatti un giro all’Ipercoop e poi hanno avuto un bel colpo di fortuna. Erano lì davanti a uno degli ingressi secondari del palazzetto quando verso le 18 è arrivato Lui: Mercedes color lilla, vetri oscurati, una visione. Giacca di pelle, occhiali da sole, un attimo e vale già la serata. Molti di quelli che hanno comprato la maglietta targata “Baglioni” la sventolano come uno striscione, gli accendini a tre euro vanno a ruba e quando la scaletta arriva al “Canzoniere” (un mix che comprende Solo, Poster, Amore bello, Sabato pomeriggio, E tu come stai, Io me ne andrei) migliaia di voci si alzano, le lucine si agitano e spesso si tratta delle luci dei cellulari, e le generazioni si riuniscono. Perché i classici sono classici, per figli e genitori. Anche con “Questo piccolo grande amore” il palazzetto prende fuoco, tutti cantano, Baglioni dà il massimo, è tenero e comunicativo, salta per quel palco per tre ore, cambia camicia e giacca ma non fa intervallo. Irresistibile, transgenerazionale. Certo, i giovanissimi non sono la maggioranza. Ma ci sono, ragazzine a vita bassa e piercing che sanno a memoria “E tu” e giurano che preferiscono Claudio Baglioni a Tiziano Ferro. Qualcuna tiene acceso il telefonino durante i pezzi più evocativi per far partecipare in diretta chi è rimasto a casa all’happening, viaggiano sms da una parte all’altra del palazzetto: «è grande...», «lo amo». I pochi maschietti (diciamo uno ogni sette donne) seguono diligentemente il concerto e cantano anche loro. La festa comunque è di tutti. Una festa del cuore e dell’amore che non ha età.

 

 

23 Marzo 2004

TUTTI IN FILA APPASSIONATAMENTE

Ai botteghini quattro ore prima, ma niente ressa

 

di Francesca Suggi

LIVORNO. Non ci resta che... aspettare. Infreddoliti, rassegnati ma allo stesso tempo palpitanti di impazienza, i fan di Claudio Baglioni sono in coda davanti ai cancelli del PalaLivorno. Alcuni hanno già l’agognato biglietto in mano, altri aspettano l’apertura del botteghino. Per fortuna, però, le persone in fila sono meno del previsto. Nessun serpente umano chilometrico. Niente caos per accaparrarsi l’ultimo migliaio di posti rimasti nel terzo anello. Pochi ma infreddoliti, aspettano che la fatidica tapparella blu si alzi. Sono le ore 17, accontentati. Solo uno sportello, però, risulta operativo, tra i mugugni e i mormorii della gente. «Si procede a passo d’uomo - dice Giulia Merlo, studentessa livornese-. E per una struttura del genere un solo sportello aperto mi sembra un po’ poco. Senza contare che qui fa anche freddo. Meno male che siamo in pochi, altrimenti andavamo nel panico...». Le polemiche si accendono a catena. Subito arriva un’altra piccola nota dolente. L’ aggiunta di 3,50 euro di prevendita sul normale costo del biglietto di 23 euro ha convinto poco gli acquirenti in fila. «Non capisco perchè si paghi questa cifra extra anche qua al botteghino - fa notare Claudio Calvi, consulente della comunità senegalese di Livorno -. E’ una procedura un po’ inusuale visto che il diritto di prevendita di solito si paga ai box office». Si sono chiesti la stessa cosa Annamaria Tredici e il marito Stefano Cantoni, di Pistoia, appassionati doc del cantante di Centocelle, arrivati per primi a destinazione. Alle 14.30 erano in già fila: «Fino a che non abbiamo avuto il biglietto in mano - dicono - eravamo agitati. Adesso non vediamo l’ora di entrare. E parte il costo aggiuntivo della prevendita, l’organizzazione è buona. Noi siamo stati anche ad altri concerti ed il clima che di solito si respira in altre città è molto più frenetico». Dalla biglietteria non si fa attendere una pronta puntualizzazione: «Alle 19 - dicono - il costo di prevendita viene tolto». La fila, comunque procede. A passo d’uomo ma va avanti, senza problemi di biglietti. Nel piazzale del PalaLivorno, quindi, da una parte si effettua la vendita dei ticket rimasti. Dall’altra si cambiano i voucher delle prevendite. Soprattutto in questa zona si incrociano dialetti...un po’ toscani, un po’ no. Gente che di primo mattino si è messa in viaggio per arrivare a Livorno per tempo, come ha fatto Paola Ferrero di Alba, provincia di Cuneo. «Sono partita intorno alle sette di questa mattina e stasera dormirò a Livorno. Avevo già acquistato il biglietto in prevendita. Agli occhi di chi non ha questa stessa passione è difficile spiegare cosa ti spinge a muoverti, anche lontano dalla tua città, per un concerto. Anche perchè per me non si tratta di un concerto, ma di emozioni continue visive ed emotive. Ogni concerto ha una sua storia e infatti è la decima tappa di questo concerto a cui assisto. Rispetto alle altre tappe, l’organizzazione livornese mi sembra buona. Non vedo con confusione e questo è un buon segno». E non è un caso sui generis quello di Paola. Come lei anche per Marina De Fanis di Firenze è la quinta volta che vede Baglioni in «Crescendo», così per Antonella Giuntoli di Agliana: «Ho lasciato mio marito a casa con la febbre a quaranta. Non vedevo l’ora che arrivasse il dottore per andarmene. Baglioni viene avanti a tutto! Ho preso anche due ore di permesso a scuola». E’ la generazione cresciuta a pane e Baglioni quella più accanita. Sono soprattutto donne con un’età compresa tra i quaranta e i cinquant’anni. Fanno parte del fan club «Clab» di Roma e amano definirsi scherzosamente «Una massa di rimbaglionite».

 

23 Marzo 2004

IL CONCERTO DI BAGLIONI

 

A colloquio con i fans del cantautore di Centocelle, arrivati un po’ da tutta Italia. Complimenti all’organizzazione ma anche proteste: «Perchè tre euro e mezzo di prevendita anche alle casse?»

 

23 Marzo 2004

SOTTO LA MAXI-CUPOLA L’ACUSTICA VA

Sonoro perfetto: l’impianto regge bene il colpo da 40mila watt

 

LIVORNO.  Ore 21.15. Comincia il tam tam acustico. Le emozioni corrono alla potenza di quasi 40000 watt. Si sovrappongono. Si amplificano a colpi di canzoni che irrompono sulla scena come fulmini a ciel sereno. Sulla scena di un PalaLivorno che per la prima volta debutta con Claudio Baglioni come contenitore di musica. «Dagli il via». E la musica va. Le note scorrono pulite, trasparenti: «L’audio è perfetto», dice soddisfatto il livornese Andrea Catalano. Conosce bene l’impianto. A montare tutto il carrozzone c’era anche lui, in questi due giorni di preparazione: «Nessuno strumento copre l’altro. Nessuno strumento, soprattutto, copre la voce di Baglioni. Tutto è equalizzato».Due parole anche sulle casse utilizzate: «Si tratta di casse specializzate a semicerchio che garantiscono un audio uniforme nelle parti bassi e in quelle alte. Con un impianto del genere i problemi di audio sono roba dell’altro mondo». Claudio Baglioni arriva direttamente al cuore della gente. L’acustica potente, ma allo stesso tempo delicata, niente toglie allo spettacolo. Anzi. L’impianto regge perfettamente il colpo. La prova del nove è superata. Parola di tutte quelle orecchie dritte e attente che da sempre seguono i Baglionishow in giro per l’Italia. «La qualità del sonoro è stata ottima», commenta la cuneese Paola Ferrero, alla sua decima tappa al seguito dell’intera tourneè “Crescendo” partita lo scorso ottobre. «Quella di Livorno è una delle migliori strutture che ho visto. Molto meglio di Montecatini. Pari a quella di Pesaro». Lei è seduta nel parterre. Ma l’opinione anche di chi è seduto ai piani alti, pardon agli anelli alti, non cambia: «Da quassù - aggiunge Diego Turtur, ventenne livornese - non abbiamo mai avuto problemi sonori. Lo stesso effetto luci è stato di grande impatto». E il palco ha dato problemi di visibilità? La risposta è no, a parte un piccolo appunto. Dall’alto migliaia di sguardi lo scrutano, in cerca anche solo di uno sguardo del proprio beniamino «Forse - azzardano alcune persone sedute in piccionaia - se il palco era un pochino più alto sarebbe stato meglio per noi. Ma certo non è stato un problema». La neo struttura livornese ha fatto centro, quindi? Soprattutto la sua cupola rivestita in legno: «Il legno - commenta Giosè, uno dei tecnici del carrozzone baglioniano - è uno dei materiali maggiormente in grado di assorbire il suono e di rendere al meglio la musica. Prima di venire qua abbiamo fatto uno studio accurato sulla struttura, come di routine, ed eravamo sicuri che non ci sarebbero stati problemi. Siamo contenti della riuscita».

Tutto liscio come l’olio, quindi nel D-day acustico del PalaLivorno? Così è se vi pare.

 

 

23 Marzo 2004

LIVORNO, 8MILA PER CLAUDIO BAGLIONI

Test ok per il PalaLivorno al primo grande evento di spettacolo

 

LIVORNO. Ottomila, tanti quanti ne può ospitare il PalaLivorno. Il concerto di Claudio Baglioni di ieri sera - durato più di tre ore - ha fatto praticamente il tutto esaurito, con fans arrivati un po’ da tutta Italia. Per l’impianto alla Porta a Terra è stato un test superato alla grande: era al suo primo concerto, al primo grande evento di spettacolo, e tutto è andato ok. C’erano perplessità e preoccupazioni sulla tenuta dei parcheggi e invece tutto è andato liscio, così come alle biglietterie e ai cancelli, aperti alle 19, due ore prima dell’inizio del concerto.

12 Marzo 2004

E’ iniziato il conto alla rovescia per l’esibizione di Claudio Baglioni al PalaLivorno

UN ‘CRESCENDO’ DI EMOZIONI

 

LIVORNO — Grande attesa in città, ma anche in tutta la Toscana, per il concerto di Claudio Baglioni in programma il 22 marzo al PalaLivorno. Tre ore e mezza di musica dal vivo con oltre trenta dei successi più amati per uno spettacolo che promette di regalare grandi emozioni. E’ questa la febbre che accompagna ‘Crescendo’, il tour che vede Claudio Baglioni portare la sua «casa» nei principali palasport italiani. «‘Crescendo, — spiega Baglioni — è la storia di questi 35 anni di musica, il luogo incantato nel quale abitano le note e le parole raccolte lungo la strada e cucite insieme con l’ambizione di regalare un pensiero, un’emozione, un piccolo sogno. Ma ‘Crescendo’ non è solo la piccola storia della mia vicenda personale di uomo e musicista. E’ la storia di una crescita comune, nel magico cortocircuito che si crea quando la musica che scende dal palco si fonde con quella che sale dal pubblico. Quando attori e spettatori si danno appuntamento per unire la loro parte di sogno e cercare di dar vita un sogno più grande». Intanto prosegue, a ritmo incessante, la vendita dei biglietti per assistere allo spettacolo del cantautore romano. Si prevede il tutto esaurito i biglietti si possono trovare nei punti Ticketone e in tutti gli oltre 50 punti del circuito regionale Box Office, oltre che da Piccadilly Sound e al teatro Goldoni. Questi i prezzi: platea 42 euro più 6 euro di prevendita, tribune parterre 37 più 5.50, gradinate primo anello 32 più 5 per la prevendita, gradinate secondo anello 23 più 3.50 di prevendita.

 

 

18 Febbraio 2004

BAGLIONI A LIVORNO

Le prevendite per lo show del 22 marzo

LIVORNO. Grande attesa nella città labronica e in Toscana per il concerto di Claudio Baglioni in programma lunedì 22 marzo alle ore 21, presso il nuovo Palasport, la struttura aperta da pochi giorni in via dei Condotti Vecchi nella zona di Porta a Terra. È una curiosità giustificata quella che circonda questo avvenimento: da una parte c’è infatti la voglia di scoprire dopo molti anni d’attesa questo nuovo spazio e di valutarne le qualità anche come luogo di spettacolo, e dall’altra c’è molta attenzione per quello che potremmo definire il concerto più seguito della stagione. Un vero e proprio evento sulla scia dei precedenti tour.

Venti tutto-esaurito nelle prime venti date; 100.000 presenze nella prima parte e 200.000 spettatori previsti tra febbraio e marzo; tre ore e mezza di musica dal vivo, con oltre trenta dei successi più amati del pop italiano, eseguiti da un supergruppo di nove elementi.

È questa la febbre che accompagna Crescendo, il live show che vede Claudio Baglioni portare la sua casa delle emozioni nei principali palasport italiani. «Crescendo - spiega Baglioni - è la storia di questi 35 anni di musica, il luogo incantato nel quale abitano le note e le parole raccolte lungo la strada e cucite insieme, con l’ambizione di regalare un’emozione, un piccolo sogno».

Anche a Livorno il palco sarà posizionato al centro e tutti i posti saranno numerati.

Questi i prezzi: platea Euro 42,00 più Euro 6,00 di prevendita; tribune parterre Euro 37,00 più Euro 5,50 di prevendita; gradinate primo anello Euro 23,00 più Euro 5,00 di prevendite; gradinate secondo anello Euro 23,00 più Euro 3,50 di prevendita. I biglietti sono già in vendita presso i punti Ticketone e da sabato 21 febbraio anche in tutti gli oltre 50 punti del Circuito Regionale Box Office Toscana; a Livorno Piccadilly Sound e presso Teatro Goldoni con orario 10-12 e 16-19. Informazioni presso 0586/881566 (Piccadilly) e 0586/204290 (Teatro).

 

18/11/2003 Prove aperte per gli Associati Con riferimento all'oggetto si comunica che per tutte le date del Tour "Crescendo" 2003/2004 di Claudio Baglioni, a tutti i soci in regola con l'iscrizione all'Associazione Culturale ClaB, è riservata l'entrata anticipata per assistere alle prove dei concerti. Pertanto l'ingresso è previsto alle ore 17:00 presso i cancelli contraddistinti dal cartello "Ingresso ClaB", dove sarà necessario esibire la tessera ClaB, un documento d'identità e il biglietto valido per il concerto in programma