«La mia estate sulle isole

ma per lavoro»

 

di Federico Vacalebre

Fonte IL MATTINO

 

Tempo di isole per Claudio Baglioni. Prepara la quarta edizione di ’«O scià», il suo festival a Lampedusa, oggi riceverà il Premio Musica Isola di Capri, domani sarà a Rodi, poi farà rotta su Ventotene. Il giro delle isole in pochi giorni. È una scusa per iniziare le vacanze, contraddicendo alla fama di stakanovista della canzone?

«No, si tratta di lavoro, anche se è sempre più piacevole lavorare in riva al mare che nel centro congestionato di una metropoli».

Cominciamo da Capri e da stasera.

«Erano vent’anni, se ricordo bene, che non ci mettevo piede, mi hanno invitato per consegnarmi questo neonato riconoscimento, che andrà anche a Claudio Mattone. Non conosco la Certosa di San Giacomo, mi hanno detto che è molto bella, mi inventerò un piccolo recital, vorrei coinvolgere anche Mattone, che è un ottimo autore e un buon pianista, spero di convincerlo ad accompagnarmi. Ricordo bene i suoi inizi, quando alla radio e in tv lo presentavano come un giovane cantautore napoletano e lui proponeva ”È sera”».

Dopo Capri, Rodi, per un concerto.

«Ogni tanto mi capita di fare delle puntatine all’estero, poco tempo fa sono stato a Malta, ancora un’isola. Ma mi aspettano anche in Spagna, sulla terra ferma: è uscita una mia seconda antologia di brani recenti cantati in spagnolo e c’è un discreto interesse».

Veniamo a Lampedusa: appuntamento dal 28 al 30 settembre.

«L’anno scorso il mio festival ebbe il patrocinio della Presidenza della Repubblica e un saluto di Papa Ratzinger, quest’anno lo presenterò a Bruxelles con un concerto per gli europarlamentari. Le istituzioni, locali e non, ci sono vicine, anche se non c’è un megapalco, né una diretta televisiva. Anche se non c’è alcuna filosofia se non quella dell’arte dell’incontro e del confronto, dell’apertura al prossimo, della lotta contro ogni razzismo. Nel 2007 mi piacerebbe invitare artisti delle terre che si affacciano sul Mediterraneo, andare oltre la musica e oltre l’estate: ho già parlato con l’architetto Fuksas, vorrei fare qualcosa anche sul fronte della letteratura, del cinema. Ma la cosa più importante è che circoli il messaggio che Lampedusa, terra di sbarchi del popolo dei cosiddetti ”clandestini”, manda al mondo: l’unica speranza è nell’incontro tra le genti, nell’amicizia con chi ci è vicino, nella curiosità verso chi è lontano da noi, metaforicamente e non».

Anticipazioni sul cast?

«Come sempre saremo in tanti ad improvvisare sulla spiaggia: mi hanno già detto sì Cocciante, i conduttori-disturbatori Panariello, Fazio e Cortellesi. Sto inseguendo Youssou N’Dour».

Ancora un’isola in agenda: Ventotene.

«Qui Altiero Spinelli lanciò, nell’agosto 1941, il manifesto «Per un’Europa libera e unita» che è alla base della Comunità Europea. Sarebbe bello se da qui partisse, in qualche modo, un segnale per la costruzione di un’Europa degli artisti: su questo fronte si è fatto davvero poco. Il carcere di Ventotene, anche quello noto a Spinelli, dovrebbe essere ripristinato e destinato a un altro uso, forse spettacolare: potrebbe essere un contenitore altamente simbolico per l’Europa unita dello show».

E le nuove canzoni?

«Ho iniziato a lavorare al nuovo album. I primi spunti sembrano più intimisti e meno ridondanti del solito. E i primi provini sembrano andare nella stessa direzione, con arrangiamenti meno orchestrali. Ma non è detto che alla fine il disco non mi porti altrove, in un’altra direzione, su chissà quale isola».